La realtà, però, è molto meno estrema. Mancini non è Nesta. Non lo è mai stato e nessuno dovrebbe chiedergli di esserlo. Ma questo non significa che non sia un ottimo calciatore.
Un difensore che sa giocare a calcio
Il primo dato da ricordare riguarda la sua affidabilità con il pallone: sbaglia pochi passaggi, ha una buona qualità tecnica e possiede piedi decisamente migliori rispetto alla media dei difensori del suo ruolo. Nel gioco aereo, poi, è uno dei suoi punti di forza: fortissimo di testa, sia nella propria area sia quando attacca quella avversaria.
E c’è un’altra caratteristica spesso dimenticata: Mancini può ricoprire due ruoli da centrale, ma all’occorrenza anche quello di centrocampista. Con Fonseca, proprio in quella posizione, disputò alcune delle sue migliori partite in giallorosso.
Non è un caso che, nel corso degli anni, allenatori diversi abbiano continuato a schierarlo. Mourinho lo aveva accolto soprattutto per la sua anima da combattente, ma con il tempo Mancini ha dimostrato di essere qualcosa di più. Soprattutto quando il centrale ha smesso di fare pagliacciate con il tecnico portoghese mettendosi a giocare a calcio.
Il passaggio con De Rossi e Ranieri ha contribuito a cambiare la percezione del giocatore e a riportarlo anche nel giro della Nazionale.
Forse il punto è proprio questo: quando ha smesso di essere soltanto il “combattente” e ha iniziato a concentrarsi maggiormente sul calcio, Mancini ha dimostrato di poter essere un difensore importante. Non Nesta. Ma nemmeno il giocatore mediocre che oggi i social dipingono.