Mancini non è Nesta, ma… La verità sul difensore della Roma

I social, si sa, hanno la memoria corta. Dopo la sconfitta dell’Italia contro il Belgio nella prima gara del girone A di Nations League, Gianluca Mancini è finito nuovamente nel mirino. “Non è mai stato buono nell’uno contro uno, anche alla Roma” si legge sui social. E basta scorrere i commenti per ritrovare tutte le contraddizioni degli ultimi anni: prima “deve rimanere”, poi “via, fa parte della banda del sesto posto”, quindi il rinnovo e, oggi, persino “meglio Balerdi”.

Gianluca Mancini con la maglia dell'Italia
Mancini non è Nesta, ma… La verità sul difensore della Roma (Ansa Foto) – Camelio

La realtà, però, è molto meno estrema. Mancini non è Nesta. Non lo è mai stato e nessuno dovrebbe chiedergli di esserlo. Ma questo non significa che non sia un ottimo calciatore.

Un difensore che sa giocare a calcio

Gianluca Mancini
Un difensore che sa giocare a calcio (Ansa foto) – Camelio

Il primo dato da ricordare riguarda la sua affidabilità con il pallone: sbaglia pochi passaggi, ha una buona qualità tecnica e possiede piedi decisamente migliori rispetto alla media dei difensori del suo ruolo. Nel gioco aereo, poi, è uno dei suoi punti di forza: fortissimo di testa, sia nella propria area sia quando attacca quella avversaria.

E c’è un’altra caratteristica spesso dimenticata: Mancini può ricoprire due ruoli da centrale, ma all’occorrenza anche quello di centrocampista. Con Fonseca, proprio in quella posizione, disputò alcune delle sue migliori partite in giallorosso.

Non è un caso che, nel corso degli anni, allenatori diversi abbiano continuato a schierarlo. Mourinho lo aveva accolto soprattutto per la sua anima da combattente, ma con il tempo Mancini ha dimostrato di essere qualcosa di più. Soprattutto quando il centrale ha smesso di fare pagliacciate con il tecnico portoghese mettendosi a giocare a calcio.

Il passaggio con De Rossi e Ranieri ha contribuito a cambiare la percezione del giocatore e a riportarlo anche nel giro della Nazionale.

Forse il punto è proprio questo: quando ha smesso di essere soltanto il “combattente” e ha iniziato a concentrarsi maggiormente sul calcio, Mancini ha dimostrato di poter essere un difensore importante. Non Nesta. Ma nemmeno il giocatore mediocre che oggi i social dipingono.