I “Nasoni” di Roma sono un simbolo della città da oltre un secolo ma incuria e degrado li hanno rovinati, senza considerare lo spreco d’acqua
Chi vive a Roma conosce benissimo cosa sono i “Nasoni” ed a cosa ci riferiamo quando parliamo di questi. Chi, invece, ha visitato almeno una volta nella vita la Città Eterna si sarà imbattuto in queste storiche fontanelle della città che si trovano quasi ad ogni angolo, in ogni strada, soprattutto nel centro storico.
Sono veri e propri monumenti, installati in ghisa nel 1874 per volere dell’allora sindaco Luigi Pinciani che decise di fornire un sistema di distribuzione dell’acqua pubblica per l’igiene e la salute dei cittadini. Negli anni sono diventati d’ottone ed il nome caratteristico deriva dalla forma della loro cannella che negli anni si è modificata.
Inizialmente le cannelle erano tre e decorate a forma di drago poi nel corso del tempo sono state modificate ed ora hanno una cannella liscia e più pratica che ha un piccolo foro nella parte superiore; se la cannella viene tappata, l’acqua fuoriesce proprio dal suddetto forellino. Questi Nasoni garantiscono acqua potabile continua e fresca all’intera città e furono realizzati anche per facilitare la gestione della pressione nella rete di distribuzione.
Negli ultimi anni, per limitare lo spreco d’acqua, su alcune fontanelle di nuova concezione sono stati installati rubinetti a tempo. Già, lo spreco è un nodo cruciale di questi Nasoni. Molti di questi sono nel degrado più assoluto; l’acqua sgorga e cade a terra, sui marciapiedi e per strada, senza alcuna griglia di scolo che possa contenerla e magari assorbirla per poi destinarla direttamente nelle fogne.
Come se non bastasse, molti di questi nasoni sono rotti o danneggiati gravemente e quindi non erogano più acqua e nel tempo sono stati addirittura rubati dai romani stessi, prelevati dalle loro installazioni e portati chissà dove. Ma quanti nasoni ci sono al momento per le strade di Roma? Il numero è calato ma non in modo drastico anche perché l’Acea, l’azienda che gestisce il sistema idrico e fognario di Roma, nel corso degli anni ha provveduto a nuove installazioni.
Nel 2024 il Comune ed Acea in occasione dei 150 anni del primo impianto, ne hanno messi di nuovi nella zona del Colosseo; al momento, quindi, il numero oscilla intorno ai 2.800 circa, di cui oltre il 90% funzionante. Nel tempo alcuni nasoni sono stati temporaneamente chiusi durante periodi di siccità (ad esempio nel 2017) mentre molti sono stati modificati con rubinetti a tempo per ridurre lo spreco d’acqua.
Già, lo spreco d’acqua. Ma a quanto ammontano i litri in totale che fuoriescono dai nasoni? Una stima complessiva rivela che ne sono circa 11 milioni al giorno, 333mila metri cubi al mese e ben quattro milioni di metri cubi (4 miliardi di litri) l’anno basata sul flusso medio continuo dei nasoni che dovrebbe essere di un litro ogni 20 secondi per fontanella.
Ma è davvero uno spreco? Due le interpretazioni. Una delle critiche storiche ai nasoni deriva dall’acqua che finisce nelle fogne direttamente. Il flusso continuo serve anche ad evitare ristagni, mantenere pressione e ricambio nelle tubazioni, contribuire al lavaggio della rete fognaria storica romana e raffreddare l’acqua d’estate.
In questa lettura, il consumo dei nasoni inciderebbe solo per circa il 2% del consumo idrico cittadino, mentre le vere perdite sarebbero soprattutto quelle delle tubature acquedottistiche (anche oltre il 40% in molte reti italiane).
José Mourinho sarà il prossimo tecnico del Real Madrid nonostante i pessimi risultati: quando non…
Enrico Camelio non le ha mandate a dire: sui social è scatenato, l'attacco contro chi…
La Coca-Cola zero porterebbe dei possibili problemi: il risultato di alcune ricerche effettuate non lascia…
Roma-Lazio 2-0, una doppietta di Mancini stende i biancocelesti e porta la squadra di Gasperini…
Malen è il vero trascinatore della Roma nella corsa alla Champions League ed Enrico Camelio…
Paulo Dybala alla sbarra: i numeri inchiodano l'attaccante argentino, le statistiche delle ultime quattro stagioni…