Niccolò Pisilli è il caso emblematico di una gestione di Gasperini decisamente da rivedere: il comportamento del tecnico da censura nei confronti del centrocampista
La Roma è una polveriera. O, comunque, è in un momento di grandissima difficoltà. L’eliminazione dall’Europa League contro il Bologna, non certo una squadra più forte dei giallorossi, è stata forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La misura è ormai colma, anche perché il quarto posto sta scappando via insieme a Como e Juventus, al momento due rivali più in forma.
Proprio i lariani hanno vinto lo scontro diretto nell’ultimo turno di campionato mentre il 3-3 con la Juve è stato forse l’inizio della fine per quanto riguarda l’ambiente giallorosso. Gasperini, arrivato come il Vate in persona, sembra abbia perso di vista il focus e sia anche lui in difficoltà, con scelte che lasciano perplessi sia per quanto riguarda l’undici in campo che per i cambi a gara in corso, quasi dimostrando di non saper più leggere le partite.
Camelio ha “stangato” anche l’allenatore con un caso emblematico all’interno della squadra. Il riferimento è a Pisilli, il canterano che sta dimostrando il suo valore. Un’invettiva di Camelio sui social, stavolta ancor più dura se possibile.
La gestione di Niccolò Pisilli ha lasciato decisamente perplessi. Si è detto e raccontato di un Gasperini attento con i giovani, sempre pronto a lanciarli dal primo minuto se bravi e talentuosi. All’Atalanta ha costruito la sua carriera così ma appena arrivato in una pizza più esigente ed importante come quella bergamasca (non ce ne vogliano gli amici atalantini), Gasperini ha sconfessato sé stesso.
Prendiamo i dati, che come sempre sono inconfutabili. Pisilli nelle prime 16 giornate di Serie A, di fatto fino a fine dicembre, quando poi El Aynaoui è volato in Coppa d’Africa, ha scaldato la panchina, sia all’Olimpico che in trasferta.
La miseria di 47 minuti disputati in Serie A, di fatto l’equivalente di un tempo più recupero in 16 giornate, in quattro mesi di campionato. Sembrava fosse da buttare, poi la magia. Titolare inamovibile o quasi, un gol e due assist in campionato ma soprattutto tanta sostanza e qualità nella mediana.
Di colpo, da calciatore da “buttare” è diventato uno quasi indispensabile. E Camelio, ovviamente, ha tuonato giù duro. “Il mister non gli faceva disputare nemmeno un minuto. Forse contro il Pisa ed il Lecce, invece, avrebbe potuto giocare un po’ in più senza che gli altri compagni di reparto andassero sotto sforzo affaticandosi” ha concluso.
Chissà se mai spiegherà un giorno le sue scelte, di certo c’è che lasciano molte perplessità la sua gestione.
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