Il terzo portiere di una big guadagna oltre tre milioni di euro: il caso emblematico che lascia tutti a bocca aperta. Tu lo faresti questo ruolo?
“Una vita in vacanza“, così cantavano “Lo Stato Sociale“. Una citazione più che doverosa oggi, nella settimana sanremese che prende il via con Carlo Conti conduttore e direttore artistico. La frase diventata celebre nella canzone del gruppo che portò questo brano nel 2018, però non è proprio pertinente per quanto riguarda una categoria tra i calciatori professionisti in particolare.
Il riferimento è al terzo portiere. In rosa è pressocché obbligatorio, perché ogni club si deve cautelare qualora il primo oppure il secondo siano vittima di infortuni oppure squalifiche. Le possibilità che si possa scendere in campo durante la stagione, però, sono oggettivamente remote sebbene ogni giorno si alleni alpari dei colleghi come se alla domenica spetti a lui.
Spesso i tecnici, per premio ed in condizioni particolari, regalano qualche minuto nell’ultima gara stagionale: emblematico il caso di Pinsoglio, storico terzo alla Juve che Allegri schierava nel giorno del commiato dalla stagione agonistica. In questo campionato in corso, solo due i terzi portieri che hanno avuto la fortuna di scendere in campo.
Massimo Pessina, 17 anni, sceso in campo con la maglia del Bologna a gara in corso contro il Napoli. Subentrato a Skorupski dopo 7′ complice l’infortunio occorso alla vigilia a Ravaglia, il secondo portiere dei felsinei, il 17enne riuscì a tenere inviolata la porta.
Ed il Napoli – evidentemente porta fortuna ai terzi portieri – è stata la squadra contro cui ha esordito Rinaldi, terzo portiere del Parma. Fuori da tempo Suzuki, con Corvi lasciato in panchina, contro i partenopei il classe 2002 ha debuttato lo scorso gennaio disputando una prestazione davvero molto positiva.
Due soli casi in Serie A, quasi a confermare come sia davvero raro vedere il terzo portiere in campo. Che, così, diventa aggregante per lo spogliatoio, un uomo squadra che ovviamente conquista i titoli eventuali al pari dei compagni più protagonisti di lui in campo.
Ma vale davvero la pena fare il terzo portiere? In genere un calciatore professionista vuole giocare sempre e comunque e questa possibilità spesso è negata. Eppure vi sono casi particolari in cui conviene davvero esserlo. Siete a conoscenza degli stipendi che guadagnano?
Beh, se la risposta è no, vi aiutiamo noi. In Italia, Di Gennaro, terzo dell’Inter, incassa 349mila l’anno, 120mila euro in meno di Torriani, giovane promessa del Milan. Il recordman in Serie A è però Pinsoglio che a fine anno può contare su 700mila euro. Mica pochi.
Il confronto con l’estero, è però quasi imbarazzante. Se Renato Marin del PSG guadagna 580mila euro e Lomb del Bayer Leverkusen si deve “accontentare” di 940mila euro l’anno, in Inghilterra sono ben altre le cifre. Woodman del Liverpool incassa 1.860.500 euro, 2,6 i milioni che guadagna Bettinelli, terzo del Manchester City. Slonina del Chelsea, però, incassa tre milioni di euro l’anno ma Heaton del Manchester United guarda tutti dall’alto verso il basso: 3.345.250 euro per lui.
E voi, a queste cifre, fareste il terzo portiere? Sembra difficile se non impossibile dire no.
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