Antonio Conte e lo sfogo in conferenza stampa: il retroscena di Bologna dietro le parole del tecnico, ecco cos’è accaduto davvero
Antonio Conte è stato senza dubbio il protagonista assoluto dell’ultima giornata di campionato. Il suo Napoli è caduto (quasi) rovinosamente a Bologna ed ha perso la testa della classifica. Un risultato deludente che si unisce ai pareggi senza reti contro Como ed Eintracht Francoforte.
Insomma, nelle ultime quattro gare disputate, un solo gol all’attivo per il Napoli, quello di Anguissa contro il Lecce arrivato peraltro sugli sviluppi di una palla inattiva. Attacco sterile e difesa non più salda come una volta, questi i capi di imputazione per il tecnico salentino, reo di non riuscire a dare un gioco ad una squadra che non ha più spessore offensivo.
Troppo isolato lì davanti Hojlund, orfano di De Bruyne, l’unico a quanto pare in grado di lanciarlo a rete. Di certo c’è che ora il Napoli deve cambiare rotta con Antonio Conte che ha ricevuto anche la conferma ufficiale da parte del presidente De Laurentiis, abile a twittare su X la sua posizione nei confronti di tecnico e squadra.
Ma cos’è accaduto veramente a Bologna? La conferenza stampa, lo sfogo davanti ai giornalisti ed alle telecamere, l’abbiamo naturalmente visto tutti. E le parole di Conte son rimaste lì, marchiate a fuoco ed impresse anche a futura memoria.
Noi, però, siamo in grado di svelarvi cos’è realmente accaduto lì dove le telecamere non possono entrare, quel luogo sacro che è lo spogliatoio. Stando a quanto appreso dalla nostra Redazione, infatti, Antonio Conte aveva preparato sia lo sfogo che il tenore delle parole poi pronunciate.
Conscio di una prestazione ben al di sotto della sufficienza, inguardabile con un solo tiro in porta in 90′ da parte della squadra, Conte avrebbe voluto distogliere l’attenzione dalla prova dei suoi facendo ricadere su altro gli occhi dei media. “Ora vado a fare un caos“, questo avrebbe detto ai calciatori nello spogliatoio prima di presentarsi in conferenza stampa.
Una mossa che ricorda molto da vicino lo stile di José Mourinho, pronto sempre a difendere i suoi calciatori – ma anche a bacchettarli in pubblica piazza – virando su altro, focalizzando l’attenzione altrove. Una mossa riuscita in pieno dall’allenatore salentino che ora deve però correre ai ripari.
Dopo la sosta, infatti, ilNapoli è atteso da un trittico davvero da paura: Atalanta, Roma e Juventus intervallate dalle gare di Champions League e Coppa Italia: cinque sfide che potranno essere decisive per il futuro a medio e lungo termine del Napoli.
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