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Calcio

Disastro Mou, il Real Madrid è già nei guai: Barça a +6 e derby perso. Mourinho non può più sbagliare

Quindici punti in sette giornate, due sconfitte, quarto posto e già sei lunghezze di distanza dal Barcellona. Se questi sono gli standard del Real Madrid, allora qualcosa non torna. Il ritorno di José Mourinho sulla panchina dei Blancos non è cominciato esattamente come i tifosi avrebbero immaginato. Anzi, dopo appena sette partite il portoghese si ritrova già alle prese con vecchi fantasmi e nuovi problemi.
Disastro Mou, il Real Madrid è già nei guai: Barça a +6 e derby perso. Mourinho non può più sbagliare (Ansa Foto) – Camelio

Il ko nel derby contro l’Atletico Madrid, arrivato con il risultato di 2-1, ha fatto suonare più di un campanello d’allarme. Non soltanto per il risultato, ma per la sensazione di una squadra ancora incapace di trovare una precisa identità. Il Real ha già perso due partite sulle sette disputate in Liga e, soprattutto, vede scappare un Barcellona che finora non ha lasciato per strada neppure un punto.

Barça a punteggio pieno, Real già a -6

La fotografia della classifica è impietosa. Il Barcellona ha conquistato 21 punti su 21, frutto di sette vittorie consecutive. Il Real Madrid è fermo a quota 15 ed è quarto in classifica.

Sei punti di distacco dopo appena sette giornate non rappresentano certamente una sentenza, ma sono un primo segnale che Mourinho non può permettersi di ignorare. Soprattutto perché davanti non c’è una squadra qualsiasi, ma lo storico rivale di sempre, capace di partire a razzo e di mettere immediatamente pressione ai Blancos.

Il problema, però, non è soltanto matematico.

Zero gioco e nervosismo: il Real non convince

Zero gioco e nervosismo: il Real non convince (Ansa Foto) – Camelio

Il Real Madrid visto in questo avvio di stagione non ha ancora trasmesso la sensazione di una squadra dominante. I tifosi mugugnano per un calcio considerato poco spettacolare e sul campo si percepisce un nervosismo che rischia di diventare un problema ulteriore.

La sensazione è che Mourinho non sia ancora riuscito a trovare la formula giusta per far convivere tutti i suoi uomini. E il rapporto in campo tra Vinicius e Mbappé, almeno per quanto mostrato finora, non sembra ancora quello di una coppia perfettamente assortita.

Quando hai a disposizione giocatori di questo calibro, le aspettative sono inevitabilmente altissime. Il pubblico del Bernabéu non chiede soltanto vittorie: pretende una squadra capace di imporre la propria personalità. E per ora, al di là dei 15 punti conquistati, questa personalità non si vede con continuità.

Le vecchie abitudini di Mourinho sono già tornate

E poi c’è Mourinho.

Il portoghese sembra essere già entrato in quella spirale che i suoi detrattori conoscono bene: tensione, polemiche, proteste e attenzione sempre più concentrata su ciò che accade fuori dal campo.

Dopo il derby contro l’Atletico è arrivata anche la battaglia con gli arbitri. Una strada che Mourinho conosce benissimo, ma che in questo momento rischia di diventare un alibi pericoloso. Perché quando il gioco non convince, la classifica non sorride e il Barcellona vola, le discussioni arbitrali non possono diventare il tema principale.

Il Real Madrid ha bisogno di risposte sul campo, non di nuove guerre dialettiche.

Il fantasma della scorsa stagione

La parte più preoccupante è forse proprio questa: alcuni dei problemi già emersi nella passata stagione sembrano ripresentarsi.

Una squadra che fatica a trovare continuità, un gioco che non decolla, tensioni tra protagonisti e un ambiente che comincia a interrogarsi sulle scelte dell’allenatore. Mourinho è tornato a Madrid con il compito di cambiare marcia, non di riproporre gli stessi interrogativi.

Il tempo, naturalmente, c’è. Siamo soltanto alla settima giornata e una stagione non si decide a settembre. Ma il calcio, soprattutto a Madrid, vive di pressione e aspettative. E quando davanti hai un Barcellona a punteggio pieno, ogni passo falso pesa il doppio.

Mourinho non può più sbagliare

Il concetto è semplice: 15 punti in sette partite sono troppo pochi per un Real Madrid che punta a dominare la Liga. Le due sconfitte sono già un campanello d’allarme. Il -6 dal Barcellona è un dato concreto. Il quarto posto è un’altra fotografia poco rassicurante.

Adesso Mourinho dovrà dimostrare di essere davvero l’uomo giusto per rimettere in carreggiata il Real. Dovrà trovare un equilibrio tra le sue stelle, riportare serenità nello spogliatoio, dare un’identità alla squadra e soprattutto smettere di regalare energie alle polemiche.

Perché il Barcellona non aspetta.

Corre, vince e mette pressione.

Il Real Madrid, invece, è già costretto a inseguire. E se Mourinho continuerà a guardare più agli arbitri che ai problemi della sua squadra, il rischio è che quei sei punti di distacco diventino soltanto l’inizio.

Il tempo degli alibi è finito. Adesso servono gioco, risultati e personalità. Mourinho non può sbagliare.

Giancarlo

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