José Mourinho come nessuno l’ha mai conosciuto: la confessione dell’ex calciatore alle sue dipendenze svela uno scenario inedito
O si ama oppure si odia. José Mourinho è così, prendere o lasciare. Il tecnico lusitano è il primo difensore dei suoi calciatori: un vero e proprio scudo davanti alle telecamere, capace di isolare il gruppo al cospetto di tutto e tutti creando una sorta di “uno contro tutti”.
José Mourinho è una guida per i suoi calciatori e per il club, diventa il paladino dei tifosi che pendono letteralmente dalle sue labbra. E così ha costruito la gran parte dei suoi successi, da quelli con il Chelsea fino al Triplete con l’Inter, senza dubbio il punto più alto della sua carriera.
Anche alla Roma stesso modus operandi che ha portato alla vittoria della Conference League ed alla finale di Europa League in due stagioni, prima dell’addio tra polemiche e veleni. Di certo c’è adesso si trova al Benfica ed ha raggiunto una incredibile qualificazione alla fase play off di Champions League all’ultimo minuto disponibile.
Il ritorno in Portogallo dopo l’addio al Fenerbahce senza entusiasmare sembrava l’inizio del viale del tramonto sulla sua carriera ed invece a Lisbona sembra aver ritrovato l’energia giusta.
Uno degli eroi del Triplete nerazzurro, Wesley Sneijder, ha svelato alcuni aneddoti nei confronti del tecnico lusitano. “Mourinho aveva regole tutte sue, ed è per questo che i calciatori lo adoravano“. Una gestione ad personam, insomma, perché il tecnico lusitano conosceva alla perfezione i suoi calciatori e sapeva come gestirli anche soprattutto fuori dal campo.
“Durante le gare pretendeva il massimo, ma lontano dal campo lasciava spazio: vino, sigarette, outfit liberi. Anche sull’abbigliamento era chiaro: contavano impegno, concentrazione e divertimento, non l’eleganza forzata. Tuta, jeans, polo di colori diversi: ognuno era se stesso, senza pressioni inutili” ha ricordato l’ex trequartista olandese.
Insomma, non obbligava i calciatori ad indossare le divise ufficiali del club ed addirittura consentiva loro di bere vino e fumare sigarette, abitudini non proprio da sportivi, anzi. Mourinho, poi, proteggeva il gruppo ad ogni costo. “Nessuno all’Inter gli diceva niente“, ricorda Sneijder.
Un metodo che all’Inter si è rivelato vincente considerato come i nerazzurri finirono sul tetto d’Italia prima e d’Europa poi. “Era divertentissimo” ha concluso l’ex numero 10 nerazzurro.
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