Lo stadio più bello del mondo ha una particolarità davvero unica: ecco perché c’è una caratteristica che non si trova altrove
La corsa allo stadio più bello, più grande, più funzionale e tecnologico ha ormai conquistato tutti i club europei e mondiali. C’è chi si è già dotato di un proprio impianto super moderno e polifunzionale investendo cifre astronomiche: vedi il Real Madrid con il Santiago Bernabeu, un vero e proprio gioiello tecnologico.
Dalla copertura a trasformarlo in indoor al prato che scorre via e scompare quando vi sono concerti: un modo, questo, per non rovinare il terreno di gioco. In Italia la situazione è differente: sono pochi gli stadi ultramoderni, all’avanguardia e che rispettano le normative Uefa: tra questi l’Allianz Stadium di Torino e la New Balance Arena di Bergamo mentre il Franchi di Firenze è oggetto di un profondo restyling.
C’è uno stadio, però, che coniuga tradizione ed innovazione, rimasto in alcuni punti perfino al secolo scorso.
Craven Cottage è un luogo dove la tradizione vive con il contemporaneo come si evince anche dalla tribuna, dedicata a Johnny Haynes, leggenda del club costruita nel 1905 ed ancora oggi ha i sediolini originali in legno. Le altre tribune dello stadio sono state invece ristrutturate e rese moderne.
@lisaoffside Uno degli stadi più belli al mondo – Craven Cottage 🏡⚽️ #PremierLeague #Calcio #Fulham #CravenCottage #seriea ♬ Cycle Syncing Frequency – Still Haven
Nell’impianto c’è anche un hotel integrato con vista campo ma senza finestre. Il motivo? Semplicemente perché il prezzo del soggiorno non include la visione della partita. Stesso ingresso e stessi posti e bar per i tifosi di casa e quelli ospiti, il Craven Cottage è uno di quei pochi stadi che non hanno divisori o plexiglass a separare le tifoserie.
Anche a bordo campo si può notare come le panchine siano vicine tra loro, un segnale di rispetto e convivenza. Ma perché per entrare allo stadio bisogna varcare porte in legno dalle dimensioni davvero ridotte? La motivazione è duplice. Un tempo le persone erano più esili ma decisamente più bizzarra è la seconda spiegazione: per evitare che i genitori nascondessero sotto i cappotti i bimbi.
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