Disoccupazione al minimo storico: le regioni dove si lavora di più

La disoccupazione in Italia è al minimo storico ma vi sono regioni dove si lavora di più: ecco la classifica delle prime 10

La piantina dell'Italia
Disoccupazione al minimo storico: le regioni dove si lavora di più – Camelio

L’occupazione è da sempre un vero e proprio cruccio degli italiani. Cercare lavoro può richiedere settimane se non mesi ed a volte nemmeno bastano. Curriculum inviati a destra e manca e spesso ci si accontenta anche di un lavoro non proprio pertinente alle abilità per le quali si è studiato o specializzato.

E così va in secondo piano la felicità personale perché è pur sempre buono lavorare – qualunque esso sia il lavoro – e guadagnare in una società ed in un periodo storico dove resta ancora difficile trovare occupazione. Il tutto sottolineando, però, come la situazione da questo punto di vista sia nettamente migliorata negli ultimi anni.

D’altronde nel mese di dicembre 2025 l’Istat ha evidenziato come l’occupazione ha una sostanziale stabilità su base annua mentre la disoccupazione è al 5,6%, un minimo storico. Al 33,7%, invece, l’inattività.

Disoccupazione, dove si lavora di più in Italia: il dato

La piantina dell'Italia
Disoccupazione, dove si lavora di più in Italia: il dato – Camelio

Se i dati dell’Italia sono quelli appena menzionati, ovviamente la distinzione varia anche e soprattutto da regione a regione. non tutte, infatti, offrono le stesse opportunità lavorative agli italiani ed agli immigrati. Da qui anche il trasferimento all’interno della penisola di intere famiglie.

E così, in una classifica della top 10, tra le regioni con meno disoccupazione, troviamo al primo posto la Provincia di Bolzano con una percentuale altissima, che oscilla tra il79 e l’80%. E’ bene ricordare come il Trentino Alto-Adige, Regione a statuto speciale, abbia due province autonome che gestiscono il territorio, da qui la precisazione.

Al secondo posto l’altra metà della regione montuosa, la Provincia di Trento che si avvicina ai dati della parte altoatesina. In quest’area, infatti, il tasso è al 73%. Sul terzo gradino del podio troviamo un’altra Regione a statuto speciale, la Valle D’Aosta che raggiunge la percentuale di occupati del 72%.

Tra il 71 ed il 72%, invece, la Lombardia, una delle regioni considerate il locomotore dell’Italia, la regione principale per quanto riguarda la finanza. A seguire Toscana e Friuli Venezia Giulia (quest’ultima altra regione a statuto speciale) con il 70% di occupati.

In settima posizione l’Emilia-Romagna ed il Piemonte che raggiungono il 70%, a seguire le Marche con il 69% e l’Umbria al 68%. Una classifica che evidenzia come siano completamente escluse tutte le Regioni del Centro-Sud dell’Italia, a partire dal Lazio fino alle isole, segnale distintivo di come non siano ancora abbastanza gli sforzi verso il Mezzogiorno.

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