L’arrivo ufficiale di Malen alla Roma porta dietro con sé un retroscena riguardante la dirigenza giallorossa ed il tecnico Gasperini

Quasi due settimane di immobilismo, situazione che aveva scatenato lo stesso Gasperini, tanto da lanciarsi in un rifiuto nel partecipare ad una conferenza stampa postgara. La Roma, però, ha recuperato il terreno perso con un’accelerazione bruciante, quasi da monoposto di Formula 1.
E così, in pochi giorni, ha addirittura ufficializzato ben due colpi: a Trigoria sono arrivati Robinio Vaz, un giovane talento classe 2007 pagato 25 milioni di euro (20 più 5 di bonus) e proveniente dall’Olympique Marsiglia e Malen, attaccante navigato e di esperienza, olandese classe ’99 arrivato con la formula del prestito oneroso a 1,7 milioni di euro con diritto di riscatto (che diventa obbligo alla qualificazione a Champions League o Europa League) fissato ad altri 21,5 milioni di euro.
Due acquisti in attacco, insomma, il reparto che aveva maggiormente bisogno di rinforzi: Gasperini l’aveva detto a chiare lettere, considerato come Dovbyk e Ferguson non abbiano mai entusiasmato il tecnico. Ed ora il futuro dei due sembra delineato: difficile che l’ucraino possa partire, considerato l’infortunio e l’operazione chirurgica a cui dovrà sottoporsi.
Ferguson, invece, con ogni probabilità tornerà al Brighton con i giallorossi che chiuderanno anzitempo il prestito: da lì, poi, potrebbe finire al Napoli (ma questa è un’altra storia di mercato). Ma cosa c’è dietro l’accelerata decisiva per Malen?
Roma, Malen e Vaz ma anche i contrasti tra Gasperini e la dirigenza

Stando a quanto raccolto dalla nostra redazione, la Roma già da 15 giorni seguiva l’attaccante olandese. Altro che operazione last second, insomma. A Trigoria avevano percepito puzza di bruciato sull’affare Raspadori, considerato la priorità assoluta per Gasperini.
L’attaccante classe 2000, però, ha temporeggiato fin troppo di fronte alla possibilità giallorossa: una situazione determinata dapprima dall’inserimento del Napoli e poi dell’Atalanta con gli orobici che l’hanno poi ingaggiato. E così, con il timore di vivere un Sancho bis, la dirigenza romana ha operato in parallelo chiudendo, poi, un’altra operazione senza restare impreparati.
D’altronde il classe ’99 era stufo dell’Aston Villa: il Mondiale con la nazionale come grande obiettivo e la volontà di giocare di più hanno spinto Malen a chiedere la cessione al club di Birmingham e, soprattutto, a rompere ogni rapporto con Emery.
Una scelta lungimirante che ha confermato ancora una volta come tecnico e dirigenza non siano allineati per quanto riguarda le scelte di mercato. Risolta la questione dell’attacco, con due punte dalle caratteristiche differenti ed in grado di poter innalzare il tasso tecnico e qualitativo della squadra, resta ora il “problema” difesa.
E qui Gasperini sarà costretto a fare di necessità virtù, perché Dragusin con ogni probabilità non vestirà il giallorosso.





