Josè Mourinho si è reso protagonista di un botta e risposta con Paolo Di Canio durante il post partita di Champions League di ieri. Ora fa anche la vittima e da Special One si trasforma a Spiderman che si arrampica sugli specchi.
Ancora una volta il tecnico portoghese si è reso ridicolo e stavolta ha attuato la strategia di quello che fa la vittima.
Aveva detto che era arrivato a Stamford Bridge per battere il Chelsea, ricordiamo però che la panchina del Benfica se l’era conquistata con una “supercazzola” dopo che l’esonero al Fenerbahce era arrivato proprio per la sconfitta contro le aquile in Champions League poco prima. Non solo non è riuscito a vincere o pareggiare ieri, ma ha perso anche la dignità scivolando sempre più in basso.
Arrivato ai microfoni di Sky Sport ha fatto subito una battuta al talent Paolo Di Canio presente in studio: “Sarà felice che ho perso, però saluto anche lui”. L’ex calciatore della Lazio era uno di quelli che era stato molto critico con Mou ai tempi della sua avventura alla Roma. E questo non lo ha gradito José di Nazareth, pronto a covare rabbia e a buttarla in caciara come sempre pur di non accettare una sana critica di fronte a una netta sconfitta.
L’avventura di José Mourinho al Benfica parte come era finita quella al Fenerbahce, con una sconfitta. Il tecnico, che ormai da anni non allena più e fa solo casino, dovrebbe pensare a tornare a fare qualcosa in campo piuttosto che litigare con Paolo Di Canio.
Come tutti i comunicatori di un certo tipo però lui è fatto così, per evitare di parlare di calcio e della sconfitta del suo Benfica, sposta l’attenzione da un’altra parte e lo fa con una certa maestria e intelligenza che gli va riconosciuta, ma anche col fare che hanno i codardi che non vogliono prendersi le loro responsabilità.
Ed è così che nessuno oggi parla della sconfitta degli Encarnados e si pensa solo al battibecco con l’ex laziale. Un atteggiamento che ha di fatto decretato la nuova vittoria di José, quella della caciara fuori dal campo e della volontà di nemmeno trovare gli alibi per gli errori ma proprio di non parlarne portando l’attenzione mediatica dove vuole lui. C’è poco da fare, quando non c’è da allenare è il più bravo di tutti e per farlo bisogna essere assolutamente bravi.
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