Maurizio Sarri ed il ritorno alla Lazio: ma era la prima scelta del tecnico toscano? L’allenatore aveva ben altre idee in mente
Maurizio Sarri, dopo un anno e mezzo sabbatico, è tornato in panchina. E proprio nel posto che aveva lasciato al momento delle dimissioni, la Lazio. Claudio Lotito ha pensato a lui per risollevare una squadra che si stava leccando ancora le ferite per l’epilogo del campionato. L’Europa sfuggita proprio nell’ultima gara, per una Lazio fuori dalle coppe come non accadeva da tempo.
E così, via al ribaltone: silurato Baroni, nel frattempo accasatosi al Torino, e ritorno del Comandante tanto amato, colui in grado di fra brillare gli occhi dei tifosi con il bel gioco. E Sarri, per “amore” della Lazio è rimasto a Formello anche dopo aver preso coscienza che nessun rinforzo sarebbe arrivato: nessun acquisto per colpa dell’incide di liquidità.
Mercato bloccato e si deve fare di necessità virtù. Amen. L’unica richiesta è stata nel trattenere almeno tutti i big per mettere in piedi una squadra quantomeno competitiva, una richiesta che al momento che è stata esaudita dal patron Lotito, anche se il mercato è ancora lungo e diversi i pezzi pregiati nel mirino delle big.
Una scelta di cuore, dicevamo, quella di Maurizio Sarri. Ma ne siamo proprio sicuri? Stando a quanto raccolto dalla nostra redazione, in una stagione dove tutte le big hanno cambiato tecnico ad eccezione del Napoli e della Juve, l’allenatore nato a Bagnoli aveva ben chiaro il club che avrebbe voluto guidare.
Si tratta dell’Atalanta che proprio in questa stagione, dopo nove anni con Gasperini, ha cambiato tecnico. A Bergamo, però, hanno puntato su Ivan Juric, un “figlio” del calcio di Gasp, puntando sulla continuità anche in tema tattico. I nerazzurri erano particolarmente graditi a Sarri che aveva anche una seconda opzione: la Fiorentina.
Non è certo un mistero che i viola – al pari del Napoli, squadra che tifa ed ha allenato – siano i club del suo cuore, essendo lui cresciuto a Figline Valdarno, nel fiorentino appunto. Ma anche in questo caso, Sarri ha dovuto digerire un boccone amaro: dopo una chiacchierata tra i due, Commisso ha scelto Pioli e per Sarri le porte del Franchi si sono chiuse ancor prima di aprirsi.
Per Sarri si era profilata anche l’opzione Milan: prima di virare su Allegri, i rossoneri hanno contattato il tecnico toscano, peraltro già vicino al club di via Aldo Rossi ai tempi in cui era presieduto da Berlusconi. Se l’Inter non ha mai contattato il Comandante, anche la Roma non ha mai pensato a lui per la panchina.
Certo, sarebbe stato difficile vedere Sarri sulla panchina giallorossa ma l’allenatore, pur con qualche riflessione approfondita, avrebbe ugualmente accettato la destinazione. Insomma, non proprio una scelta di cuore per l’allenatore che mente sapendo di mentire. E allora, come farebbe il tecnico, fumiamoci una sigaretta.
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